Ravanare

Uno strappo. E la reinvenzione di se.

Mark Twight

Qual è il tuo problema? Credo di saperlo. Lo vedi ogni mattina nello specchio. Tentazione e dubbio convivono fianco a fianco nella tua testa. Sai che non dovrebbe andare così. Però sei diventato un adepto della nuova religione, e ti sei calato nei panni di qualcun’altro.

Sei tormentato perché ti ricordi di aver avuto qualcosa di meglio. A ogni passaggio del rasoio, ti domandi perché pisci sempre sangue nel cesso altrui. Hai accettato il lavoro che ti ha offerto, e lui ha in pugno il tuo futuro. Hai l’indispensabile e anche il suprefluo, attestati di successo che credevi ti avrebbero dato stabilità e che danno sicurezza al tuo capo. Il debito che hai contratto ti rende acquiescente, gli interessi da ripagare ti rendono educato.

Non sei stufo di essere tentato da uno stile di vita alternativo, mentre ti ritrovi legato da catene che ti sei scelto da solo? Del dubbio che ti rode che una laurea, ultimo baluardo di resistenza, sia quello che ci vuole per te – e per sempre? Ogni fine settimana ti prepari per le dure settimane di ogni estate, quando farai delle belle tirate in moto, oppure scalerai, con il solo imperativo di andare a letto stanco. Oppure quando sarai al massimo delle forze, e ti verrà una vampata di caldo mentre precipiti a sette metri al secondo nella tua imbragatura e ti domanderai se la corda terrà. Il rischio ridimensiona i futili interrogativi della vita. Lassù, risucchiata dai sottili strati di nuvole, la terra sembra piccola, il tuo capo ancora più piccolo, e vorresti che fosse sempre così. Ma è destino che rimanga solo un pio desiderio.

Il terreno è duro, quindi il lunedì mattina è aspro. Lo strapiombo che hai affrontato nel weekend, lo rivesti della formalità e del decoro di giacca e cravatta. Ascolti musica banale da una radio commerciale perché è inoffensiva, FPC: Fottutamente Politicamente Corretta. Che fine ha fatto l’ortodossia della controcultura, che nel fine settimana ti ha fatto flirtare con i nastri dei Bad Religion e dei Pistols d’annata? Il lunedì mangi cibo scongelato e vivi l’esperienza omogeneizzata della città. Ma la domenica pensi di tagliarti a zero i capelli. Volevi alzare un po’ il volume, e ti sei domandato quanto sei sembrato fuori posto nel negozio di dischi della Sub Pop scartabellando tra i dischi d’importazione, non hai riconosciuto neanche una band. KMFDM? Sta per Kill Mother Fucher Depeche Mode. Non lo sapevi? Com’è possibile?

Martedì torni a guardarti allo specchio. Ti rimanda uno sguardo fisso, accusatorio. Come fai a tirare avanti con quella singola dose settimanale? Come puoi sentirti soddisfatto di quelle esperienza fittizie? Perché mai le tue parole dovrebbero avere un senso? Non le hai imparate col cuore né le hai scritte col sangue. Se non ti aggrappi al delirio che implica la maestria in quelle discipline, che valore può avere la tua partecipazione? Quando è superficiale, la verità non ha alcun senso. Hai il coraggio di vivere con un’integrità che ti pugnala alle spalle?

Usa lo specchio per affondare il rasoio fino al cuore delle questioni, e scoprire la tua autentica essenza. Usa il rasoio per tagliar via quello che non ti serve. Non esiste una ricetta per la vita che vuoi vivere. Nel tentativo di seguire una ricetta, ti sei ritrovato al punto di partenza.

Mescola un diploma delle superiori con una laurea breve e un fidanzamento da collegiale. Con un frullino (meglio con una frusta) unisci due auto, una casa tirata su in economia in una stradina a fondo chiuso, e cinquanta ore alla settimana di lavoro in un ufficio dove non gli frega proprio niente di te. Riproduciti una volta. Poi una seconda. Metti tutti gli ingredienti in un solco, o in una fossa. La differenza è che il primo è un po’ più lungo della seconda. Inforna a calore vivace, finché la vita che ne risulta è pronta. Rigida. Senza via di scampo. Servila in tavola, buon appetito.

Però c’è una via di scampo. Pratica uno stile di vita, invece di sciacquarti la bocca. Vivi con passione, mettici del sentimento. Qualunque scelta di vita tu abbia fatto, vivila con onestà. Lascia perdere l’uomo del Rinascimento, quella stronzata di fare un sacco di cose diverse (nessuna delle quali davvero bene, secondo i giusti standard). Affonda nelle viscere di una sola cosa: accollati, senza sofismi, le responsabilità della tua scelta. Quando vivi con onestà, non puoi separare la mente dal corpo, né i pensieri dalle azioni.

Di la verità. In primo luogo a te stesso. Dilla fino a star male. Impara la cruda realtà del tuo egoismo. Smetti di vivere a tue spese per il prossimo, perché così non sei davvero vivo. Vivi nel paese della menzogna: e ti dicono che stai in un posto carino, finché continui a dormire.

Bhe, cazzo! E’ ora di svegliarsi!

Lo faccio. Mi sveglio. Domani, quando berrai il caffè, prendilo scuro e assaporalo. Senti la scossa della caffeina che ti trapassa. Non darla per scontata. Usala per uno scopo. Brucia i libri di Grisham. Vendi tutti i CD. Maria Carey, Dave Mathews e ‘N Sync non sono la colonna sonora giusta per dove stai andando.
Tagliati i capelli. Non preoccuparti dei grigio che avanza. Se sei bravo in ciò che fai, a nessuno importa del tuo aspetto. Vai in palestra. Impara la differenza tra mettercela tutta e quanto hai fatto finora. Vivi per i pesi e per l’aria aperta. Punisci il tuo corpo per rendere perfetta la tua anima. Piantala con quella tua abitudine di essere gentile con tutti quelli che incontri. Se lo meritano? Di più spesso dei no.

Smettila di fare il fighetto alle feste. Del tuo battito cardiaco accelerato, dei tuoi 7a, e del tuo tempo record su Slickrock Trail non frega niente a nessuno. Quei numeri sono dei termini di paragone dei progressi che fai: dimostrali, non raccontarli. Sii superiore a queste miserie.
Ma un nuovo taglio di capelli e una nuova colonna sonora non fanno un uomo nuovo. Finché disponi di una rete di sicurezza, agirai senza vera partecipazione. Quando incontrerai la minima resistenza, tornerai alle tue vecchie abitudini. Ti serve la disperazione del samurai, e la sua pazzia.
Fatti saltare i ponti alle spalle. Fai esplodere le fondamenta. Mettiti con le spalle al muro. Fatti una tua opinione, quale che sia, esci dal recinto e poi fallo a pezzi. Mettiti nella condizione di non poter tornare indietro. Quando ti impegnerai davvero, la verità sarà evidente.
Cosa accadrà alle tue sicurezze? Tu hai bisogno dell’insicurezza. Ti serve la confusione. Qualcosa che ti costringa a reinventarti, una frustata perché tu ce la metta tutta.
In Dune, Frank Herbert l’ha definita “la cura del coltello”: tagliar fuori tutto quello che è incompleto, e poi dire “adesso è compiuto, in fondo finiva proprio in quel punto”.
Per ritagliarti i tuo spazio, in un mondo dominato dalla Gravità, devi impegnarti sul serio. Devi essere bravo nella disciplina che ti sei scelto. Là fuori regna la Meritocrazia, e la forza di gravità è la commissione esaminatrice. Inconsistenza, incompetenza, e menzogne: la terra là sotto la fa breve con tutte le cose del genere. Se non ti fermi da te, ci penserà lei a farlo.

Il Dottor Destino Mark Twight, “Confessioni di un serial climber

mark twight


COLONNA SONORA PER LA REINVENZIONE DI SE

Band                                                          Album

Clash                                                      London Calling

                                                               Give ‘em Enough Rope

Treponem Pal                                     Excess and Overdrive

Tool                                                      Aenima

Murder Inc.                                       Murder Inc.

Young Gods                                      T.V. Sky

Iggy and the Stooges                      Raw Power

Wipers                                               Youth of America

N Factor                                           Vibes from No Go Area

Bad Religion                                   Against the Grain

New Model Army                          The Ghost of Cain

Rollins Band                                  The End of Silence

Die Cheerleader                            Son of Filth

Gun Club                                       Miami

Skinny Puppy                               Remission

                                                        The Process

Fugazi                                            Steady Diet of Nothing

Sister of Mercy                             Floodland

Social Distortion                         White Light, White Heat, White Trash

Wayne Kramer                            Citizen Wayne

Sonic Youth                                  Daydream Nation

Joy Division                                 Closer

Chaterine Wheel                        Happy Days

Killing Joke                                What’s this For?

Sex Pistols                                  Never Mind the Bollocks…

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