Ravanare

Sopravvivenza

Eva Toschi

Hai strappato la tua laurea in Giurisprudenza, hai regalato i vestiti firmati che ti facevano sentire più simile al branco. Hai sconvolto i perbenisti e hai rovistato nel secchio delle tue azioni creando disordine; ci hai trovato dentro quello che era giusto e ciò che invece era sbagliato e hai deciso di rimescolarli nel fondo.

Sono nel mezzo della notte con la frontale scarica e lo strozzo del pianto che mi raschia in gola e mi chiedo cosa ci faccio qui? Sono senza acqua né cibo e mi sto trascinando in direzione opposta al rifugio verso il quale devo tornare. Continuo a salire.

Quel sapore della zuppa primordiale che hai assaggiato ti ha creato dipendenza; sa di fame, freddo e sonno. Sopravvivere. La cosa che più ti rovina il cervello è che adesso solo quello ti sazia.

Per un istante. Poi ne vuoi ancora di più.

 

Calarsi prima della scalata strilla nelle orecchie un solo imperativo: salire. Me ne rendo conto solo ora, a due tiri dalla fine, con la mia compagna immobilizzata dal freddo e dalla paura. Vorrei non dipendesse così tanto da me, dalle mie capacità come amica e scalatrice, vorrei una via d’uscita facile, o almeno un backup.

Il passato non esiste più. Presa una strada sai che poi il tuo corpo andrà in automatico e ti ritroverai catapultata nel futuro a cercare di ricordare cosa, come, perché lo hai fatto. Assapori nel ricordo la perfezione della lotta per la sopravvivenza. Non ne puoi fare a meno, ci pensi ogni sera prima di addormentarti e alleni la tua memoria a scolpire quei momenti in quel luogo dove resteranno per sempre.

Non ho mai fatto una via a friend, da prima, su questa roccia troppo diversa dal solito e forse proprio per questo l’ho detto. “Parto io”. Ma sono idiota? Chi ha parlato al posto mio?

Anche stavolta solo mentre salgo mi rendo conto della gravità che circonda le mie azioni. Non posso cadere. Faccio un passo, poi un altro. Un altro ancora.

Ancora una volta ti sfinisci e contemporaneamente ti nutri.

Non c’è nulla di alto in quello che fai. La spiritualità non ha casa qui.

Non lo fai per liberarti, tantomeno per salvare l’umanità.

Lo fai solo per te.

Vuoi la scelta, l’azione e l’inerzia.

Vuoi solo sopravvivere.

Solo vuoi vivere sopra.

sopravvivenza

E.

Questa storia partecipa al Blogger Contest.2017

la puoi trovare QUI

 

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Forse hai sbagliato destinatario... Il giorno dom 2 dic 2018 alle 22:15 Ra.va.nà.re .
grazie davvero. Eva
Trovo questo breve racconto di un intensità magica, unica quel saper condensare in poche righe le emozioni di una vita vera da vivere a volte contromano altre in disparte in sopravvivenza.
Incredibile come usi le parole, il tuo racconto trasmette molto di te. Complimenti, scrivere aiuta molti ad esternare se stessi in modo giusto e corretto.Se hai voglia: inglassa.wordpress.com
[…] che vive una vita in corsa e la racconta su Running Charlotte , Eva  che invece la sua vita la racchiude tra il suo furgone e le montagne che ha scelto come casa, […]
[…] Eva Toschi Ho lasciato Roma e un probabile futuro da avvocato per girare l’arco alpino. Vado in giro, scalo, racconto storie. Alcune delle storie che scrivo fortunatamente mi permettono di pagare il gasolio e riempire il (piccolo) frigo del mio Ducato bianco. Il mio blog | Ra.va.nà.re. è uno spazio dove vengono raccolte storie vere o immaginate. Racconti, sogni, sensazioni o punti di vista, dei quali i confini non sono ben tracciati e si confondono tra loro. Ra.va.nà.re. è disordine. Ra.va.nà.re. in montagna e nella vita. Link al mio blog […]
[…] Eva Toschi Ho lasciato Roma e un probabile futuro da avvocato per girare l’arco alpino. Vado in giro, scalo, racconto storie. Alcune delle storie che scrivo fortunatamente mi permettono di pagare il gasolio e riempire il (piccolo) frigo del mio Ducato bianco. Il mio blog | Ra.va.nà.re. è uno spazio dove vengono raccolte storie vere o immaginate. Racconti, sogni, sensazioni o punti di vista, dei quali i confini non sono ben tracciati e si confondono tra loro. Ra.va.nà.re. è disordine. Ra.va.nà.re. in montagna e nella vita. Link al mio blog […]
Grazie Giorgio! Si, il testo di Pieranna è piaciuto molto anche a me! un salutone
Complimenti per la vittoria!! Avevo visto giusto e mi piace pensare che il mio piccolo contributo sia servito. Anche Pieranna, che ha commentato in precedenza, meritava qualcosa a mio avviso. Ciao.
Grazie a te Pieranna
Ci sono. Qui, in questo racconto, ci entro bene. Mi piace e ho voglia di rileggerlo, anche se ho già eletto alcune frasi come mie preferite. Grazie