Ravanare

Mediocrità

Eva Toschi

Sono corsa via dal lavoro come un razzo. Tutto il giorno delle fottute farfalle nello stomaco.

A volte mi succede così, senza motivo, di sentirmi come quando stai per chiamare una persona che ti piace tanto. Corro come un razzo in bici con la ruota davanti e il cestello carico che mi butta la gomma avanti a terra. L’asfalto è bagnato e quando freno continuo a pattinare.

Decido che l’unico modo di far passare quella sensazione è di andare a correre.

C’è la nebbia, quella bastarda pioggia orizzontale che ti bagna la faccia come prendi velocità.

Sono fuori forma e sto male.

Odio correre per strada e allora decido di prendere una strada che non ho mai fatto.

Quanto è piatta questa città.

Mi perdo, ma mi ritrovo purtroppo troppo presto.

Vedo la mia ombra, gonfia, mi chiedo se è perché sono così pesante che sto male.

Mi fa male la bocca dello stomaco. Faccio un altro k. Un altro ancora.

La musica random non mi piace, non esce una cazzo di traccia che avessi voglia di ascoltare, che mi dia la carica di superare l’odioso limite dei 5 e andare avanti finalmente con le gambe sciolte. Provo a spegnerla ma è peggio. Mi viene da vomitare.

Mi fermo all’alimentari a comprare due zucchine. 2 euro e 20. Mi rode il culo.

Mi faccio la doccia, bevo qualcosa di caldo ma niente ho una spada nello stomaco.

Le farfalle di oggi si sono trasformate in un bruco.

Mi chiedo se diventerò mai forte a fare qualcosa.

Non sono forte a scalare, non corro forte, non sono un’alpinista cazzuta.

Sono goffa con gli sci, sono rude con lo snowboard.

Una volta ho fatto surf e mi sono alzata.

Con lo skate ho paura di cadere e di farmi male.

Odio la mediocrità.

 

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