Ravanare

Disagio

Eva Toschi

Lo senti che stanno arrivando.

Senti il bruciore in gola e il sapore amaro che ti ricorda tutto quello che non vorresti essere ma che in realtà, sei.

Ecco, adesso non puoi più nasconderti. Lo sai bene che le lacrime ti stanno scendendo oltre la maschera. Sai bene che loro ti guardano come si guarda il cane che si è ferito la zampa ma continua a correre. Devi solo mostrarti e dirlo. Anche se tutti sanno, devi dirlo che non puoi andare avanti.

 

Le gambe ti bruciano e ogni curva ti porta più vicina alla fine del dolore e ogni curva ti porta nel più profondo del tuo dolore.

Gli altri fluttuano, volano, danzano e tu invece ti trascini verso valle sapendo che questa è la tua ultima discesa della stagione. Vorresti che proprio questa, la più dolorosa e amara, non fosse proprio l’ultima. Te ne scorderai come le donne si scordano del dolore del parto?

 

Scordi. Scegli. Speri.

 

Ti scordi del dolore e del disagio e del tuo inverno rimane solo l’estasi di quattro curve, nemmeno perfette.

Scegli di dedicare te stessa a qualcosa che ti farà piangere a fiotti e ridere a crepapelle, non dandoti mai tregua con un giorno di apatia.

Sarebbe bello non sentire niente per un giorno?

Speri che un giorno smetterai di sentirti inadeguata. Di non sentirti all’altezza. Di essere sempre così fragile e debole.

Goffa.

 

Ti senti soffocare.

Sono le partite che hai perso, i pugni che hai preso, i voli in parete, i voli lungo il pendio.

 

Tutti, tutti intorno a te hanno vinto, menato, liberato, sciato.

È invidia la tua?

Pensaci bene…quanto vorresti che le tue scelte non ti portassero così tanta sofferenza?

Quanto vorresti essere brava in quello cui ti doni completamente?

 

La verità è che ti nutri di questo.

Sei l’eterna ricerca, l’eterno dolore, l’etero amore.

 

Il tuo amore è

disagio.

 

 

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